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Come si prepara 21 settembre 2026 · 4 minuti

Infuso, decotto, macerato: tre modi di trattare la stessa erba

Acqua bollente su una radice estrae poco. Acqua bollente sulla malva rovina proprio quello che stai cercando. La parte della pianta decide il metodo — e sono solo tre.

di Claudia Gambillara · Erboristeria Erba Amica, Mestre

È la domanda che sento più spesso al banco, di solito formulata così: «e poi come la faccio?». La risposta non dipende dalla pianta in sé, ma da quale parte della pianta hai in mano. Fiori e foglie sono tessuti sottili e cedono in fretta. Radici, cortecce e semi sono compatti e vanno convinti. Alcune piante, infine, contengono sostanze che il calore semplicemente distrugge.

Da qui i tre metodi. Non sono tradizione: sono tre risposte diverse a tre problemi fisici diversi.

Infuso — per fiori e foglie

Si porta l’acqua quasi a bollore, la si toglie dal fuoco e la si versa sull’erba. Poi si copre. Coprire non è un vezzo: molte piante aromatiche devono il loro carattere a componenti volatili, e se lasci la tazza scoperta quelle se ne vanno con il vapore. Il velo che si condensa sul coperchio è esattamente ciò che stavi cercando di trattenere.

Cinque minuti per i fiori delicati, fino a dieci per le foglie più coriacee. Oltre, di solito, si guadagna solo amaro.

Decotto — per radici, cortecce e semi

Qui si parte da acqua fredda con l’erba già dentro, si porta a bollore e si mantiene il bollore leggero per dieci o quindici minuti. Il tessuto legnoso ha bisogno di tempo e di temperatura per aprirsi. Poi si spegne, si copre e si lascia riposare altri dieci minuti prima di filtrare: buona parte del passaggio avviene in quella fase.

Macerato a freddo — per le mucillagini

La malva (Malva sylvestris), l’altea, i semi di lino contengono mucillagini: sostanze che in acqua fredda formano quella consistenza leggermente densa e scivolosa che le caratterizza. Il calore le degrada. Quindi acqua a temperatura ambiente, sei-otto ore — in pratica, la sera per la mattina — e poi si filtra. Se ti serve tiepido, si scalda dopo, brevemente.

Chi mette la malva nell’acqua bollente non sta sbagliando ricetta. Sta buttando via la metà di quello che ha comprato.

Schema rapido

MetodoParteAcquaTempo
InfusoFiori, foglie90–95 °C, versata sopra5–10 min, coperto
DecottoRadici, cortecce, semi duriDa fredda, portata a bollore10–15 min + 10 di riposo
MaceratoPiante mucillaginoseTemperatura ambiente6–8 ore

La dose, che nessuno chiede mai

Un cucchiaino raso per tazza, circa due grammi su duecentocinquanta millilitri d’acqua. È il punto di partenza classico, e vale per la maggior parte delle tisane da preparare; sulla confezione trovi comunque l’indicazione del produttore. Le erbe non sono tutte uguali per volume: due grammi di fiori di tiglio riempiono il cucchiaio, due grammi di semi ci stanno in un angolo. Se hai una bilancia da cucina, usala le prime volte; poi l’occhio si fa.

Conservazione

Vaso di vetro scuro o latta, chiuso, lontano da luce, calore e umidità. Mai sopra i fornelli e mai sopra il frigorifero, che sono i due posti dove finiscono sempre. Le tisane mantengono al meglio le loro caratteristiche entro l’anno: la confezione grande presa per risparmiare è spesso un falso risparmio.

Le tisane di questo appunto le trovi in negozio

Camomilla, tiglio, malva, finocchio e molte altre. Ti diciamo come si prepara quella che scegli. Chiama o scrivi su WhatsApp: lo mettiamo da parte e passi a ritirare.

Lunedì 15:30–19:30 · Martedì–Sabato 9:30–12:30 e 15:30–19:30

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Questo appunto ha finalità informative sulle modalità di preparazione. I prodotti erboristici non sono medicinali, non hanno finalità terapeutiche e non sostituiscono una dieta variata ed equilibrata né il parere del medico. In caso di terapie in corso, gravidanza o allattamento, consulta il tuo medico.

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