ErboristeriaErba Amica 041 971134
← Il Quaderno
Dietro l’etichetta 4 novembre 2026 · 5 minuti

Estratto secco, tintura madre, gemmoderivato: che differenza c’è

Stessa pianta, tre scaffali diversi, tre prezzi diversi. La differenza non è la qualità: è come è stata estratta, in che cosa, e come si misura la dose. Tre informazioni, e stanno tutte in etichetta.

di Claudia Gambillara · Erboristeria Erba Amica, Mestre

Capita spesso: qualcuno arriva con il nome di una pianta scritto su un foglietto e si trova davanti tre prodotti diversi che riportano quella stessa pianta. Una scatola di capsule, una boccetta scura con il contagocce, un’altra boccetta quasi identica ma che si chiama in un altro modo. E un prezzo che può variare parecchio.

Non sono tre qualità della stessa cosa. Sono tre lavorazioni diverse, e si dosano in modo diverso.

Estratto secco — la pianta senza il solvente

Si estrae la droga vegetale, cioè la parte della pianta che si utilizza, con acqua o con alcol; poi il solvente viene fatto evaporare e resta una polvere. Quella polvere finisce in capsule o in compresse.

Due parole da cercare in etichetta. La prima è titolato: se leggete «titolato al 2% in» seguito dal nome di una sostanza, vuol dire che il produttore garantisce quella percentuale, misurata in laboratorio. Senza titolazione, due confezioni della stessa pianta possono essere molto diverse tra loro, e dall’aspetto non c’è modo di accorgersene.

La seconda è il rapporto di estrazione, scritto come 4:1 o 5:1. Significa che servono quattro o cinque parti di pianta per farne una di estratto. Un numero alto non vuol dire prodotto migliore: vuol dire estratto più concentrato, e quindi dosi in milligrammi più basse.

Attenzione a una confusione frequente: i milligrammi stampati grandi sulla confezione sono quasi sempre milligrammi di estratto, non di pianta. Sono due numeri diversi, e il secondo, quando c’è, sta scritto più piccolo.

Tintura madre — pianta fresca e alcol

Si parte dalla pianta fresca, messa a macerare per qualche settimana in una miscela di acqua e alcol; poi si filtra. Quello che resta è un liquido che si dosa in gocce.

Due cose da sapere. Contiene alcol, in percentuale variabile e sempre indicata in etichetta: informazione che conta se chi la usa preferisce evitarlo. E teme luce e calore, per questo le boccette sono di vetro scuro e vanno tenute chiuse, lontano dai fornelli.

Il dosaggio in gocce è più flessibile di una capsula, ed è anche quello in cui è più facile andare a occhio. I contagocce non sono tutti uguali da una marca all’altra: le gocce si contano, non si versano.

Gemmoderivato — gemme e tessuti giovani

Qui si usano gemme, giovani getti o radichette, raccolti nel momento dell’anno in cui la pianta sta ripartendo. La macerazione avviene in una miscela di acqua, alcol e glicerina. In etichetta lo trovate indicato come macerato glicerico, con la sigla della diluizione — 1D o 1DH a seconda del produttore.

Anche qui si dosa in gocce, anche qui c’è alcol, anche qui vetro scuro e tappo chiuso.

Schema rapido

FormatoDa cosa si ricavaCome si dosaCosa guardare in etichetta
Estratto seccoPianta essiccata, solvente evaporatoMilligrammi per doseTitolazione, rapporto di estrazione
Tintura madrePianta fresca in acqua e alcolGocceGrado alcolico, parte usata
GemmoderivatoGemme e getti in acqua, alcol e glicerinaGocceDiluizione, grado alcolico

Le righe che ci sono sempre, e che quasi nessuno legge

Qualunque sia il formato, in etichetta trovate il nome botanico in latino, la parte della pianta utilizzata e il solvente di estrazione. Sono le tre informazioni che permettono di confrontare due prodotti: senza quelle, state confrontando due scatole.

La quarta riga da leggere sono le avvertenze, dove stanno scritte le indicazioni su gravidanza, allattamento e interazioni. Se state prendendo qualcosa su prescrizione, quella riga va letta prima di comprare, non dopo.

La domanda giusta al banco non è «qual è il migliore». È «cosa devo guardare in etichetta». La prima ha una risposta diversa per ciascuno. La seconda ce l’ha uguale per tutti, e ve la diciamo in due minuti.

Portate l’etichetta, anche in fotografia

Se avete già un prodotto a casa e volete capire cosa avete in mano, o confrontarlo con un altro, fatecelo vedere: al banco si legge insieme in due minuti. Al telefono o su WhatsApp va bene anche una foto.

Lunedì 15:30–19:30 · Martedì–Sabato 9:30–12:30 e 15:30–19:30

Chiama — 041 971134 Scrivi su WhatsApp

Questo appunto ha finalità informative sulla lettura delle etichette. I prodotti erboristici non sono medicinali, non hanno finalità terapeutiche e non sostituiscono una dieta variata ed equilibrata né il parere del medico. In caso di terapie in corso, gravidanza o allattamento, consulta il tuo medico.

Altri appunti